São Paulo
Un viaggio dentro il paesaggio urbano di una delle città più popolate al mondo.
Metropolis / São Paulo raccoglie lavori realizzati da Ezio Ferreri nel 2009, alcune immagini presentate nella forma compositiva del dittico e del trittico.
Il progetto si fonda su un dualismo intenzionale, concettuale ed esecutivo.
Da un lato, la rappresentazione della città secondo i canoni classici della fotografia di architettura: banco ottico su cavalletto, correzione della prospettiva con i decentramenti. È lo sguardo che registra, misura, contempla. Dalla demolita favela di Berrini all'Avenida Paulista, arteria simbolica della città, all'icona della trasformazione paulista, il Copan di Oscar Niemeyer con le sue curve "livre e sensual", fino all'Edificio Italia. Sono i luoghi che raccontano la mutazione di São Paulo dopo il boom economico di fine Ottocento, legato alla ricchezza dei _fazendeiros_ e al caffè: un processo che ha raso al suolo le antiche ville coloniali in stile arabesque per dare il via a una devastante fase di verticalizzazione, destinata ad accogliere le nuove istituzioni finanziarie e di potere. Agglomerati di palazzi che spesso fanno da quinta a un orizzonte di miseria.
Dall'altro, un secondo gruppo di lavori all'opposto: realizzati senza inquadratura, con una piccola fotocamera digitale, senza alcun controllo sulla ripresa. Oggetto di ricerca non è più l'edificio, ma i passi degli abitanti, traccia simbolica del loro transitare nel vasto spazio urbano.
Se l'architettura mostra la perdita di un centro e il proliferare di infiniti centri e periferie, i _Passi_ raccontano la condizione umana che ne deriva: lo spaesamento. Ciascuno è ovunque e al tempo stesso da nessuna parte. La massa indistinta di persone comuni che percorre la metropoli parla di una nuova condizione: la solitudine.
In questo dualismo, la dimensione personale della ricerca artistica si unisce a quella etica. Lo sguardo di Ferreri mette a fuoco non solo i caratteri dell'architettura paulista, ma il contesto sociale in cui ogni individuo cerca ancora di trovare la propria identità e il senso del proprio passaggio.