Berlin
Vent’anni dopo la caduta del muro,1989, Berlino Est è in piena mutazione. Non è più la città grigia della DDR, ma non è ancora la capitale lucida della gentrificazione. È nel mezzo. Le foto di questo progetto sono state realizzate nel 2009.
Ferreri sceglie un punto di osservazione inusuale e coerente con tutto il suo lavoro: il retro. Se ne “Le Stanze” ha fotografati" gli interni conservati sotto teli di nylon, e in “Regesto” isola gli oggetti artigiani estratti dal loro contesto, qui fotografa il retro della città.
I brandmauern - i muri ciechi tagliafuoco - sono il Lato B di Berlino. Erano muri di confine interno anche prima del Muro: separavano proprietà, nascondevano cortili, mostravano solo mattoni anneriti dal carbone.
Nel 2009 vengono improvvisamente dipinti. Un rosa pesca, un verde oliva, un azzurro, un bianco totale. È un’operazione di maquillage urbano: la città che si colora per dimenticare il grigio.
Ma il banco ottico di Ferreri registra l’opposto: ogni ridipintura è un nuovo strato d’archivio. Sotto il pesca affiora il mattone, sotto il bianco la fuliggine, sotto il verde i graffiti. I ponteggi, le carriole abbandonate sul prato inglese appena seminato, i bidoni della spazzatura gialli e blu, i manifesti strappati - sono gli stessi oggetti di _Regesto_, solo in scala urbana.
Side B non è la facciata che la città mostra. È la facciata che la città non riesce a nascondere. E per questo, vent’anni dopo, è l’unico documento sincero della trasformazione.