Archivi aperti 2026

17 ottobre 2026

La manifestazione “Archivi Aperti” promossa da Rete Fotografia con la sua XII edizione sbarca in Sicilia per la prima volta coinvolgendo due fotografi siciliani: Ezio Ferreri e Sandro Scalia.
Il primo appuntamento è sabato 17 Ottobre alle ore 17.

L’ARCHIVIO

Ezio Ferreri fotografa dagli anni Settanta del secolo scorso. Ha lavorato prevalentemente nell’ambito della fotografia per la comunicazione visiva: still life, fotografia industriale, architettura, paesaggio. Parallelamente ha sviluppato progetti fotografici personali che hanno riguardato prevalentemente il rapporto tra le persone, i luoghi, la memoria e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ha insegnato fotografia in diverse accademie di belle arti in Italia.

Calendario visite
Sabato 17 ottobre ore 17:00
Mercoledì 21 ottobre ore 10:00 (scuole)
Giovedì 22 ottobre ore 10:00 (università/accademia)
Venerdì 23 ottobre ore 17:00
Durata: 2 ore

Luogo: Studio Ezio Ferreri, Palermo, via Catania 35

Prenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790

https://www.archiviaperti.it/archivi-aperti-2026/

https://www.archiviaperti.it/event/ezio-ferreri-tau-visual-01/

LA VISITA
Dall’idea fotografica all’archivio. / Dall’archivio all’idea.
Due modi diversi e complementari per far nascere un progetto.

La visita allo studio di Ezio Ferreri consentirà una esplorazione del suo archivio: dai progetti realizzati negli anni ’80 come “La ricchezza intelligente” e “Ville di Bagheria e dintorni” in cui le immagini esaltano le emergenze architettoniche di epoche siciliane splendide e storie di mecenati illuminati; oppure come nel progetto degli anni ’90 “Le pietre di Palermo”, dove gli uomini non trovano accoglienza o ancora nei coevi “Teatri di Palermo” alcuni dei quali in stato di abbandono.

Dal 1998 al 2000 ha lavorato su un grande progetto: “I Fantasmi di Poggioreale” uno dei paesi colpiti dal terremoto del Belìce del 1968, e affrontato con tre diversi linguaggi fotografici, poi ripreso nel 2018 a cinquant’anni dal terremoto. È un viaggio tra i ruderi in cui il fotografo diviene archeologo e dove solo gli oggetti possono diventare testimoni di storie vissute.

Dal 2001 ha avviato un lavoro sulla Biennale di Venezia “Passaggi alla Biennale” vista come luogo di vertigini da sindrome Stendhaliana.

Del 2009 è “Metropolis / São Paulo”, un viaggio dentro una delle più popolate città al mondo. Ezio Ferreri utilizza due approcci concettuali ed esecutivi diversi. Alla visione della città, concepita secondo i canoni classici della fotografia di architettura, si accompagnano “i passi”, realizzati senza inquadratura, senza alcun controllo sulla ripresa.

Tale dualismo evidenzia le contraddizioni dell’architettura e degli individui in cerca della propria identità.

Dello stesso anno è “Berlin, Side B”, dove viene privilegiato un punto di osservazione inusuale fotografando sia i prospetti posteriori degli edifici, rivelatori della vera essenza della città, sia i contrasti di colore delle facciate, sintomo della voglia dei berlinesi di uscire dal grigiore degli anni della guerra fredda.

“Tabula rasa” è un’indagine fotografica sulle nuove periferie caratterizzate da edifici mai finiti. L’utilizzo del foro stenopeico su banco ottico è stato essenziale, in questo caso, per avere una restituzione fuori dal tempo. Il lavoro è stato esposto alla Biennale internazionale Manifesta 12 del 2018. Nel lavoro “Le Stanze”, sull’idea fotografica di Ezio Ferreri, sette scrittori e sette attori si incontrano costruendo storie di stanze ormai disabitate ma dove rimangono ancora le tracce di chi vi ha trascorso la propria esistenza.

Altri progetti nascono invece dall’esplorazione dell’archivio, dove, negli anni si accumulano singole fotografie che, insieme ad altre scattate in tempi e situazioni diverse, acquistano nuovi significati per dar vita a nuove narrazioni.

È il caso di “Tracce di giochi su antiche pietre”, fotografie di bambini che giocano in strada in Sicilia, dal 1970 al 2000; oppure “Visitors” immagini di un turismo invasivo e superficiale.

È ancora dall’archivio che il fotografo trae l’idea per il progetto “In Sicilia. Cronache del Paesaggio ultimo” sul paesaggio siciliano, multiforme e vario, ma ormai giunto alla fine di una stagione e prossimo al definitivo sventramento e degrado.

Se richiesto, verrà fatta anche qualche rapida incursione sulla produzione professionale destinata alla comunicazione visiva.

La visita consentirà anche una riflessione sulla gestione di un archivio analogico (con formati dal 35 mm al grande formato) e digitale (dalle basse alle alte risoluzioni) ed alcune considerazioni sulla destinazione finale delle fotografie stampate.

Prenotazione obbligatoria: Ezio Ferreri ferreri@ezioferreri.it 348 5831 790